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13 marzo 2017

Voucher: sbagliato abolirli

T&ONEWS

L'intervento del Presidente Luca Libardi.

A seguito degli articoli apparsi in questi giorni sui quotidiani locali e, soprattutto, a fronte del dibattito in corso a livello nazionale, risulta opportuna un'informazione ed una seria riflessione sul tema dei voucher sia per il possibile referendum abrogativo promosso dalla CGIL, sia in funzione della volonta' del governo di legiferare sulla materia per evitare l’appuntamento referendario.

Quando parliamo di voucher stiamo parlando di 130 milioni di ore pagate pari allo 0,3 per cento del numero totale di ore lavorate complessivamente e regolarmente in Italia.

E’ di tutta evidenza che il fenomeno voucher non ha quella significativita' e quel peso nel contesto del mercato del lavoro che alcuni hanno voluto attribuirgli.

Altra questione che va affermata e' quella che grazie ai voucher c’e' stata un’emersione di  lavoro sommerso che ritornerebbe tale con l’abolizione di questo strumento. Non va sottaciuto inoltre che i voucher consentono a giovani studenti o a chi intende impegnarsi solo in modo marginale nell’attivita' lavorativa di usufruire di tutela e di retribuzione nel rispetto della legge compresa la copertura previdenziale e assicurativa.

Si tratta quindi piu' di una battaglia di ordine politico che di una questione concreta. Si dira' che ci sono stati abusi. Questo e' possibile, ma non si aboliscono le automobili perche' ci sono incidenti stradali, e quindi eventuali abusi vanno evitati attraverso  alcune regole come ad esempio un obbligo di comunicazione via  mail o sms  nel momento in cui si attiva il rapporto di lavoro o con controlli da parte degli organi preposti. Peraltro e' stato notato che gli abusi sono stati del tutto marginali rispetto all’utilizzo dei voucher nel loro complesso.

Appare inoltre particolarmente grave e preoccupante che ci sia scarsa consapevolezza o colpevole atteggiamento nei confronti delle piccole imprese che hanno potuto fino ad oggi garantirsi con i voucher flessibilita' organizzativa nei momenti di picchi di lavoro.

Le aziende turistiche, del commercio  e quelle stagionali in particolare che sono la grande maggioranza in Trentino, come nel resto d’Italia sarebbero fortemente penalizzate dall’abolizione dei voucher. Ignorare le particolari peculiarita' di funzionamento di queste imprese significa ancora una volta manifestare una scarsa comprensione di un settore importante dell’economia italiana e provinciale e denota una forma di pregiudizio culturale nei loro confronti.

Anche il dibattito o meglio le proposte che tendono a ripristinare il solo utilizzo del lavoro a chiamata, in sostituzione dei voucher,  confermano che si tende a pensare che la forma naturale e possibile del lavoro sia quello a tempo indeterminato, o che i voucher e addirittura il lavoro a chiamata siano concepibili solo per il settore agricolo e non vengano tenuti in considerazione per il turismo.

Si parla inoltre di consentire l’uso dei voucher e le relative prestazioni  per soddisfare le esigenze famigliari,  e questo appare ragionevole, ma va detto che sarebbe gravissimo che l’utilizzo  fosse anche possibile per attivita' come gli home restaurant o per la ricettivita' della cosiddetta shadow-sharing economy.  Anche in questo caso sarebbe l’ennesimo attacco sleale alle imprese turistiche che sono soggette a norme e regolamenti spesso molto onerosi economicamente e dal punto di vista organizzativo al contrario delle prime attualmente non normate.

In conclusione va detto con forza che i voucher sono un utile strumento per le imprese del turismo, che e' opportuno il loro mantenimento con quelle modifiche che possano evitare un utilizzo distorto, e che eventuali altre modifiche legislative  non possono ignorare cio' che e' necessario per il buon funzionamento delle imprese turistiche e piu' in generale delle piccole e medie imprese.

Chiediamo un supplemento di attenzione al governo, ai legislatori e anche a quella parte di sindacato, per fortuna non tutto, che chiede l’abolizione dei voucher.

 

 

Federalberghi: sui voucher una proposta inutile.

Se la risposta alle difficolta' del mercato del lavoro italiano sta nelle indiscrezioni trapelate dal nuovo testo di legge in materia di voucher, non siamo nella giusta prospettiva. Sarebbe meglio allora affidarsi alla volonta' popolare".

E’ questo il commento della Federalberghi, in merito ad alcune anticipazioni sul testo base della riforma del lavoro accessorio, che sara' portato martedi' prossimo all’esame della Commissione Lavoro alla Camera."

“Regolamentare il lavoro accessorio e' utile e doveroso per prevenire gli abusi – prosegue la federazione degli albergatori – ma da quel che si apprende, cio' che emerge e' una disciplina ingiustamente punitiva e discriminatoria che rischia di consegnare all’economia sommersa la maggior parte delle prestazioni lavorative che oggi sono rese attraverso i buoni lavoro. Messa cosi', sembra quasi un regalo ai caporali”.

“A questo punto c’e' da chiedersi - conclude Federalberghi – se non sia meglio mantenere la disciplina del lavoro accessorio come e' attualmente, lasciando scegliere ai cittadini attraverso il referendum se abolire lo strumento o proseguire un’esperienza che ha permesso a molti lavoratori di essere regolarmente retribuiti e assicurati contro gli infortuni”.

 

 

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